L'Eroica

Manifestazione d'epoca? Gara ciclistica? Raduno di appassionati? L'Eroica è tutto questo, ma è soprattutto un evento che vuole mantenere vivi nella memoria di ciascuno di noi quegli elementi che hanno fatto la storia del ciclismo:
- le bici prima di tutto, che nel corso degli anni sono state oggetto di innumerevoli modifiche (restando comunque sempre due ruote tenute insieme da un telaio.....)
- l'abbigliamento, che si è evoluto anche grazie all'utilizzo di materiali sempre più performanti.
- le strade, prima bianche, poi a pavè, ora asfaltate e scorrevolissime.
- i ciclisti, l'anima di questo sport, che con le loro fatiche, le vittorie, le sconfitte, hanno dato vita a questo fantastico spettacolo.
Foto e immagini delle edizioni a cui abbiamo partecipato nella Foto Gallery
Il reportage fotografico del 2004
Ci siamo presentati con 7 partecipanti:
Duccio Vieri e Andrea Mozzoni, che già avevano partecipato negli anni scorsi, ed i "nuovi" Luciano Fusi, Luciano Pioli, Franco Monaci, Paolo Monaci e Davide Celestino, attratti da una manifestazione di indubbio fascino che prometteva di regalare sensazioni diverse rispetto ad una gara in MTB o un moderno raduno cicloturistico.
Partenza "alla francese" (si timbra il road book e si parte appena uno è pronto), i nostri tutti sul percorso di 80 km, dei quali circa metà erano strade bianche.
Prima della partenza le foto di rito, che questa volta hanno un valore aggiunto particolare, in quanto consentono di ammirare bici d'epoca, ciclisti d'epoca..., scambiare due chiacchiere senza l'assillo della gara.....
I primi km sono quelli più rilassanti; partenza in discesa, l'entusiasmo per l'avventura che ci aspetta, la compagnia degli altri ciclisti, è una festa che riempie il cuore.....
Si incontrano ciclisti di tutti i tipi, c'è il tempo di fermarsi tutti in gruppo a fare qualche foto, provare l'ebbrezza dei primi sterrati da affrontare con gli strettissimi tubolari, e naturalmente ci sono in agguato le prime forature (in particolare sarà bersagliato l'amico Gianluca di Asciano)....
E poi c'è la splendida ambientazione dei colli del Chianti, resi ancor più belli da un nitido cielo terso, con l'azzurro che contrasta con il verde dei vigneti, il blu dei grappoli d'uva pronti per la vendemmia, il rosso degli innumerevoli castelli e poderi arroccati sulla cime delle colline.
Dopo 19 km la prima salita tosta, da Pianella a Vagliagli su uno sterrato regolare ma abbastanza lungo; prima di Vagliagli, al bivio dei 38 Km, Franco Monaci opta per il giro breve, e fa sicuramente una saggia scelta, perchè dopo ci sarà anche un pò da soffrire.
Da Vagliagli si scende verso le sorgenti dell' Arbia, ancora su un tratto a sterro abbastanza ripido, dopodichè si affronta la dura salita verso Castellina in Chianti; sono circa 5 km molto impegnativi, che costringono tutti a mettere il piede a terra, complici anche i lunghissimi rapporti presenti sulle nostre bici d'epoca (la mia Bianchi montava come rapporto più agile il 46-21).
A Castellina si rifiata un pò, qualche km di pianura e discesa, dopodiché si risale fino a Panzano su asfalto e poi su uno sterrato non facile si affronta la salita di Volpaia; l'agognato ristoro è ormai vicino, strada facendo si comincia a reintegrare le energie con quello che capita (uva, more, ecc.); si perde però tempo prezioso, e quando si arriva al ristoro i minuti di ritardo diventano determinanti e qualcuno si trova all'asciutto... meno male che dopo un km abbiamo il ristoro VIERI a nostra disposizione, veramente provvidenziale, con dei dolcetti veramente squisiti....
Manca ormai poco all'arrivo, la sfortuna è però sempre dietro l'angolo e questa volta ne fa le spese Pioli, che fora nell'ultima discesa.
Si arriva finalmente dopo ben 5h e 30', il timbro sul road book a testimoniare l'arrivo, ultime foto e via verso il meritato pasta party. In serata premiazioni, meritate, per tutti noi, premio speciale della giuria per Duccio, Andrea e Davide.



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